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OFFERTA CREDEM

Lubroservice Water Technology srl  azienda reggiana con sede a Cavriago ,progetta e costruisce impianti ad osmosi inversa in grado di soddisfare al meglio qualsiasi aspettativa anche quelle di clienti più esigenti. La serietà ,la professionalità ,l’efficienza e la tecnologia sono le fondamenta sulle quali la nostra azienda costruisce un rapporto duraturo negli anni con i propri clienti .

Bere l'acqua è il gesto più importante che facciamo, ciò nonostante ,spesso, questo gesto viene fatto in maniera automatica, senza riflettere troppo. Sicuramente l’acqua della rete idrica è una fonte di approvvigionamento sicura ma non dimentichiamo che la canalizzazione nella quale scorre l’acqua potabile è progettata e costruita con sostanze assolutamente non gradite(Tubazioni i fibrocemento quindi ingresso in acqua di fibre di amianto).

Il Pet utilizzato per la produzione di bottiglie in plastica rilascia in acqua sostanze dannose per il nostro organismo(BPA,FTALATI)collega ad un link di informazione su cosa sono queste sostanze,ma dovrebbe già esserci sul ns sito questi file di informazioni .

I nostri impianti permettono all’utilizzatore finale di bere:

·          Acqua di altissimo livello.

·          Acqua leggera.

·          Acqua esente da tutte le sostanze non gradite e dannose per l’organismo.

·          Cucinare con acqua pura.

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Manutenzione:

·        Il cambio filtri viene eseguito una volta all’anno direttamente da ns dipendenti(tecnici specializzati).

·        Il ns ufficio si occuperà regolarmente di chiamarvi per concordare la data del sopraluogo.

·        Efficienza,professionalità,serietà cortesia hanno permesso di conquistare la fiducia di oltre 1000 clienti in pochissimi anni di attività

 

 

 

TUTTI I NOSTRI IMPIANTI OTTEMPERANO I DECRETI MINISTERIALI IN VIGORE (DM 174/DM 25).

TUTTI I NOSTRI IMPIANTI SONO COSTRUITI CON MATERIALE RIGOROSAMENTE IDONEO PER USO ALIMENTARE

TUTTI I MATERIALI UTILIZZATI PER LA COSTRUZIONE DEI NS IMPIANTI SONO STATI TESTATI E CERTIFICATI DALL’ENTE IREN SPA

TUTTI I NOSTRI IMPIANTI SONO CERTIFICATI CE

 

·        CHIAMA SUBITO AL NUMERO DIRETTO AZIENDALE 0522,946181,OPPURE INOLTRA UNA EMAIL :i Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..CHIEDI UN SOPRALUOGO DI UN NS TECNICO PER L’INSTALLAZIONE IN PROVA COMPLETAMENTE GRATUITA  PER 1 SETTIMANA DI UN NOSTRO IMPIANTO.

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SARA' IL RIPRISTINO DELLE MEMBRANE (materiale che si esaurisce naturalmente) al costo di € 80,00.

Noi possiamo pensarci al posto tuo: Effettuiamo un'analisi gratuita dell'acqua di casa tua

Gli impianti per la depurazione dell'acqua di Lubroservice eliminano la presenza di fattori inquinanti: l’osmosi inversa permette di eliminare sostanze come i metalli pesanti che non possono essere eliminate da altri sistemi. Le Membrane Osmotiche sono in grado di trattenere fino al 99% delle sostanze inquinanti organiche, germi, batteri, cloro, atrazina, pesticidi, nitrati e nitriti, piombo e sabbia, metalli pesanti.Il risultato è un'ottima acqua oligominerale, leggera, di sapore estremamente gradevole, ideale per tutti gli usi alimentari: bere, cucinare, lavare frutta e verdura.
Le bottiglie di plastica vengono fabbricate con un composto conosciuto come polietilene tereftalato (PET), che può trasmettere all'acqua particelle di formaldeide, antimonio e ftalati. Scegliere di bere l'acqua depurata direttamente dal rubinetto porta vantaggi per la salute. Bere l'acqua depurata oltre che un notevole risparmio economico è anche una scelta rispettosa per l'ambiente: nessuna produzione di rifiuti plastici, acqua a chilometri zero, senza viaggiare come le acque in bottiglia per centinaia di chilometri su inquinanti Tir
si evita l'emissione di Co2 e di polveri sottili derivanti dalle bottiglie di plastica che non vengono raccolte in modo differenziato (circa i due terzi) e finiscono in discarica o in un inceneritore.

PER APPROFONDIRE L' ARGOMENTO
TI INVITIAMO A VISITARE LE SEZIONI DEL NOSTRO SITO CHE PARLANO DI QUESTI ARGOMENTI:

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Fibre d’amianto nell’acqua “Pericolose per la salute”

  Fibre d’amianto nell’acqua “Pericolose per la salute”


 

 EMILIA ROMAGNA

Mozione bipartisan in Comune a Reggio Emilia per sostituire le tubature. Un progetto che farà da apripista a tutta la regione. La magistratura chiede ad Arpa di dare un'indagine conoscitiva

La presenza di fibre d’amianto nell’acqua potabile in altissima quantità potrebbe creare problemi alla salute. Lo affermano alcuni studi (non conclusivi) ma c’è chi chiede di prevenire, assicurando la buona qualità, la sicurezza ed i maggiori controlli dell’acqua del rubinetto rispetto a quella minerale in bottiglia. E’ il caso del Comune di Reggio Emilia che fa da a apripista a una questione che sta diventando regionale.

Il caso. “Iren Spa sostituisca con un piano pluriennale che inizi nel 2012 tutte le tubature dell’acqua domestica realizzate in cemento amianto e nel frattempo si avviino indagini per accertare la presenza di fibre ultra corte e ultra fini”. La richiesta, è arrivata all’unanimità dai consiglieri comunali di Reggio. La mozione votata dai rappresentanti di maggioranza di Pd, Idv, Sel e quelli di opposizione Pdl,Lega,Reggio 5 Stelle, Udc ha avuto come primo firmatario il consigliere Ernesto D’Andrea (Pd), nella vita di tutti i giorni avvocato che sta seguendo il “processo Eternit” a Torino per conto di decine di famigliari vittime dell’amianto. Se l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Agenzia Europea per l’Ambiente hanno finora escluso in maniera conclusiva che le malattie mortali e gravi provocate da amianto (in primis mesiotelioma pleurico ed asbestosi) possano essere derivate dall’ingerimento delle particelle killer , durante il processo sono emersi altri studi che lasciano dubbi da parte di quelle autorità sanitarie.

Lo studio. Nella mozione bi-partisan che ha come primo firmatario D’Andrea si fa riferimento ad esempio ad un particolare studio “ Who. Asbestos and other natural mineral fibres. Environmental Health Criteria, anno 1986, pag. 53”  dove D’Andrea ed altri consiglieri spiegano nella mozione che “le fibre di amianto sembrano essere presenti fino a milioni/ litro di acqua (A Reggio pero’ al massimo sono state trovate in 1290 parti per litro al massimo ndr) è vero, inoltre, che vi è incertezza sulla cancerogene rispetto all’amianto ingerito con l’acqua, ma è altrettanto veritiero che non esistono studi sufficienti che escludano con certezza l’insorgenza di tumori maligni”. Si continua inoltre affermando che “ è accertato, diversamente, che nel momento in cui si utilizza l’acqua, contenente fibre di amianto, per l’igiene della casa, l’evaporazione dell’acqua libera fibre di amianto con la conseguenza che l’inalazione delle stesse diviene dannosa per la salute; scrivono, eminenti ricercatori scientifici, come riporta un studio della Regione Toscana, effettuato da G. Fornaciai, M. Cherubini e F. Mantelli (dell’Istituto di Medicina del Lavoro dell’Università di Padova – Unità Ospedaliera di Medicina del Lavoro, presidio Ospedaliero Cremonese Usl 51, Cremona), che le fibre di amianto direttamente ingerite oppure inalate e, quindi, in parte inghiottite, raggiungerebbero gli organi dell’apparato gastroenterico e, penetrandone la parete, svolgerebbero la loro attività cancerogenica risiedendo in loco per decine di anni, così come avviene nel tessuto polmonare”.

Da qui la richiesta oltre che di sostizione graduale delle tubature alla multiutility ,anche di “al fine di accertare quali tipi di fibre di amianto contiene, la percentuale di fibre/litro presenti e, in particolare, la percentuale contenuta di fibre ultra corte e di fibre ultra fini”. Tutto andrà pubblicato sul sito del Comune di Reggio Emilia.

“A Reggio acqua ottima”. C’è da dire che a Reggio Emilia come hanno ammesso diversi studi le qualità calcaree dell’acqua, bloccano moltissimo la diffusione di queste fibre che infatti sono risultate dagli studi effettuati molto al di sotto della soglia limite studiata ad esempio negli Stati Uniti. Da parte sua il Comune, l’Ausl e l’Arpa hanno assicurato la totale bontà dell’acqua di Reggio controllata più volte al giorno, mentre le acque minerali in bottiglia ad esempio hanno controlli rarissimi essendo sotto un diverso regime legislativo. L’assessore alle politiche pubbliche Ugo Ferrari (Pd) spiega che “l’acqua dei nostri rubinetti è controllata e buona come certifano Ausl e Arpa ed a fronte di una prescrizione di legge di 131 controlli, a Reggio ne vengono effettuati 494 da Iren e 309 dall’Ausl su diverse migliaia di parametri. Ed i controlli già effettuati sulla presenza di fibre d’amianto hanno rilevato la presenza di 1290 fibre per litro: una quantità infinitesima, se rapportata al parametro fissato dall’unità nazionale che ha introdotto controlli di questo tipo ed agli standard degli Stati Uniti che fissano il pericolo nella presenza di milioni di unità per litro”. Ferrari spiega poi che “le acque in bottiglia non escludono la presenza di amianto in quanto controlli di questo tipo non sono mai stati fatti mentre noi a Reggio Emilia li abbiamo svolti nonostante la legge non lo preveda”.

La Procura chiede ad Arpa di indagare. La polemica e la mozione approvata a Reggio Emilia hanno innescato l’interesse della Procura della Repubblica di Reggio. Il procuratore capo Giorgio Grandinetti ha aperto un fasciolo ed ha incaricato Arpa di svolgere controlli di polizia giudiziaria come gli compete per legge. L’iter è un atto dovuto a fronte di quanto emerso e la Procura vuole capire la reale pericolosità della presenza di fibre d’amianto nell’acqua che esce dai rubinetti. La stessa Arpa infatti da anni sugggerisce infatti la sostituzione a titolo precauzionale.

La situazione in Emilia Romagna. A Reggio Emilia la sostituzione delle tubature è già iniziata da alcuni anni anche se il 22% delle reti in provincia ed il 35% nel capoluogo per un totale di 294 chilometri è in quel materiale. Come affermano alcune associazioni ambientaliste ed il Comitato Esposti Amianto la situazione non è dissimile nel resto della Regione.

“A Cesena sono presenti 43 chilometri di condotte in cemento amianto; a Reggio Emilia vi sono 294 chilometri di cemento-amianto; in provincia di Bologna i chilometri sono 1650; in tutta la Romagna sono la bellezza di 2.300: è ora di partire con le bonifiche” spiega Davide Fabbri esponente dei Verdi di Cesena. Nel mirino c’è oltre ad Iren Spa, c’è Hera Spa sul versante emiliano di Modena e Bologna e quello romagnolo accusata di “non voler investire sulla manutenzione delle reti”.

“La Regione intervenga in tutte le province”. La questione è arrivata anche sui banchi della Regione Emilia Romagna con una risoluzione depositata mercoledì mattina dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Andrea De Franceschi che però punta su due obiettivi, cercando di tutelare l’utilizzo dell’acqua del rubinetto rispetto all’uso delle acque minerali in bottiglia la cui lobby è fortissima, molto più delle stesse multiutilities. “Rifacendosi al principio di precauzione La Regione studi e programmi insieme a tutte le Province nella riforma dei piani territoriali d’ambito, la progressiva sostituzione di tutti i tubi in cemento amianto” chiede De Franceschi ispirandosi alla mozione votata a Reggio da tutto il consiglio comunale.

Il business delle acque in bottiglia. “Al tempo stesso si avvii un processo per migliorare sempre di più e promuovere l’utilizzo dell’acqua del rubinetto a scopi alimentari, prevedere gli stessi controlli presenti per l’acqua delle reti anche per le acque minerali in bottiglia e fare due tipi di studi” continua il consigliere del Movimento 5 Stelle. “ Il primo sui danni sanitari e le ricadute ambientali della produzione e commercio di acqua minerali in bottiglia che contempli fattori come la produzione imballaggi, trasporti su gomma degli imballaggi verso le fonti e poi una volta imbottigliata l’acqua verso centri distribuzione, supermercati ed infine lo smaltimento delle bottiglie in discariche o inceneritori se non vengono differenziati o peggio la dispersione in ambiente”. L’altro studio richiesto è quello “sulla presenza delle microfibre d’amianto nell’acqua”. L’intento è chiaro evitare che le potentissime lobby dell’industria dell’acqua in bottiglia mettano la zampino nella questione. “Bere acqua del rubinetto è una pratica sana che va incentivata e tutto il ciclo delle acque minerali in bottiglia inquina e produce danni alla salute notevoli –spiega Marco Cervino, ricercatore Cnr e membro del Comitato Esposti Amianto di Reggio Emilia – però in base al principio di precauzione dal momento che si tratta di acqua potabile è auspicabile la sostituzione graduale di tutte le reti realizzate in cemento amianto”.

 

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CHE ACQUA NEL RUBINETTO?

L'acqua del rubinetto non depurata, è buona, ma occhio a...

Quante volte sentiamo questa frase:"L'acqua del rubinetto è buona"!
Sicuramente tante, ed è sostanzialmente vero: l'acqua che sgorga dai nostri rubinetti è controllatissima: gli acquedotti fanno un lavoro egregio nel fornire acqua potabile a tutta la popolazione. Certamente i valori degli inquinanti dell'acqua potabile rientrano nei limiti dettati dalla legge; purtroppo però questi limiti negli ultimi anni si sono alzati più volte, a causa dell'inquinamento crescente e del fabbisogno di acqua potabile domestica sempre in aumento.
Per garantirci un'acqua libera da batteri, gli acquedotti utilizzano il cloro, ottimo battericida a basso costo.
Peccato però che al posto dei batteri beviamo il cloro.

Anche se diluito e a basse quantità, il cloro non è benefico per il nostro organismo, lo dimostrano numerosi studi medici.

I danni del cloro presente nell'acqua di rubinetto
Forse si può intuire che bere acqua con cloro non sia una passeggiata di salute: basta cercare in internet e ci possiamo rendere subito conto dei danni che il cloro provoca alla nostra salute, essendo presente nell'acqua potabile del rubinetto di casa, che utilizziamo per bere, cucinare, lavare frutta e verdura e a volte bere.
In molti paesi europei il cloro non viene più utilizzato per l'acqua potabile; al suo posto vengono utlizzati altri sistemi di eliminazione dei batteri, altrettanto efficaci, anche se più costosi.
Ci sono molti studi che evidenziano una pericolosissima correlazione tra presenza di cloro nell'acqua potabile e malattie come cancro, arteriosclerosi, colesterolo, infarto.
Cloro nell'acqua potabile, trialometani e cancro

Quando il cloro viene aggiunto all'acqua, esso si combina con i minerali presenti nell'acqua e forma sottoprodotti del cloro detti Trialometani (THM), che scatenano laproduzione di radicali liberi nel corpo, causando danni cellulari e svolgendo un'azione cancerogena.
“I trialometani nell'acqua, anche se in concentrazioni molto basse, sono la causa scatenante della maggior parte dei tumori negli Stati Uniti” (The Environmental Defense Fund).
Il cancro al seno, che colpisce una donna su otto negli Stati Uniti, è stato recentemente messo in relazione con la concentrazione di cloro nei tessuti del seno.
Una ricerca fatta in questo senso dal Hartford Connecticut ha dimostrato che “le donne con il cancro al seno hanno livelli di sottoprodotti del cloro più alti della media dal 50% al 60% rispetto a donne senza tumore al seno”.


“Siamo convinti che ci sia un'associazione tra cancro e cloro presente nell'acqua potabile.
Questo è il risultato che si evince dal nostro studio” - Gruppo di ricerca del Wisconsin Medical College

Il Dott. Robert Morris del Mediacl College of Wisconsin in Milwaukee ha condotto uno studio e dimostrato che chi beve acqua con cloro ha:
- una probabilità più alta del 21% di ammalarsi di cancro alla vescica;
- una probabilità più alta del 38% di ammalarsi di cancro all'intestino retto.
“Sono convinto che ci sia una relazione tra presenza di cloro nell'acqua potabile e insorgenza di cancro” (Dott. Robert Morris)

“L'abitudine di bere acqua con cloro prolungata per 15 anni o più porta ad un alto rischio di sviluppare il cancro al colon” HealthFreedom News, January/February 1987
“L'abitudine di bere acqua con cloro a lungo termine aumenta il rischio di sviluppare un cancro alla vescica dell'80%”. Il problema non è solo il cloro in quanto tale, ma soprattutto i sottoprodotti che esso forma a contatto con inquinanti e altre sostanze presenti nell'acqua (sostanze organiche, foglie, ramoscelli). (Journal of the National Cancer Institute, St. Paul Dispatch & Pioneer Press, December 17, 1987)

 

OSMOSI INVERSA

Cos'è l'osmosi inversa


L'Osmosi Inversa,conosciuta anche come Ultra-Filtrazione in ambito industriale, rappresenta lo stato dell'arte della tecnologia del trattamento dell'acqua. La tecnologia osmosi inversa è stata sviluppata negli anni '50 grazie a fondi stanziati dal Governo degli Stati Uniti per la ricerca di un metodo per dissalare l'acqua del mare. Oggi, l'osmosi inversa è conosciuta per la sua efficienza nel trattare acqua per uso alimentare. Questo sistema è utilizzato da produttori in acqua in bottiglia, e da molte industrie che richiedono acqua ultra purificata nel ciclo di lavorazione. Ora questa tecnologia è disponibile per casa e ufficio rendendo disponibile a tutti acqua filtrata.
Come funziona
In breve,il processo prevede che le molecole d'acqua vengano obbligate ad attraversare una semi-permeabile membrana di spessore di 0.0001 micron. La membrana è composta da diversi strati ingegnosamente avvolti intorno ad un tubo centrale cavo assemblati a spirale. Le membrane sono disponibili in diverse taglie in modo da far fronte alle diverse esigenze di produzione d'acqua. Normalmente, un modulo per il trattamento dell'acqua hanno un diametro di 2" e una lunghezza di 10", mentre  i moduli per uso industriale hanno un diametro di 4" e una lunghezza di 20".
Per poter funzionare la membrana deve essere posto dentro un contenitore (housing) che mantenga il sistema alla pressione di utilizzo sulla superficie della membrana stessa. E' la pressione che dà all'acqua la forza necessaria di attraversare la membrana, separando da essa le sostanze indesiderate. La cosa più sorprendente dell'osmosi inversa è che le sostanze lasciano automaticamente il sistema dirigendosi verso il condotto di scarico. Questo è possibile utilizzando una parte dell'acqua non filtrata per spingere via le sostanze rigettate verso lo scarico, mantenendo così la membrana pulita. Questa è la ragione per cui la membrana si mantiene, facendo regolare manutenzione, in buono stato per diversi anni di utilizzo.

Alte Prestazioni delle membrane derivano da piccoli strati

Il cuore del sistema a osmosi inversa è, naturalmente, la sua membrana. Attualmente non le membrane sono concepite allo stesso modo. Diversi fabbricanti fabbricano le membrane in modo diverso. Per esempio, la forma a spirale delle membrane include una serie di strati attraverso i quali l'acqua viene filtrata. Alcune marche hanno più o meno strati, più o meno spessi. Costruire più strati di minor spessore ha un costo maggiore, ma il vantaggio è che occorre minor pressione per produrre la stessa quantità di acqua, il flusso di acqua risulta più regolare. Il risultato è anche una membrana più efficiente aumentando la vita stessa della membrana. Per esempio, la nostra acqua qualità è realizzata con membrane a osmosi inversa  che hanno fino al doppio di strati rispetto ad altre membrane, questo perché i singoli strati hanno uno spessore compreso fra 1/3 e 2/3 rispetto a quello di altre membrane. Se non si tiene conto delle differenze estetiche esterne, si comprende che la membrana è il motivo per cui differenti impianti a osmosi inversa hanno diversa capacità di rigetto delle sostanze inquinanti.
 
Quantità di flusso dei sistemi a osmosi inversa
Tutti gli impianti a osmosi inversa sono catalogati (e prezzati) in base alla quantità di flussi (litri di acqua depurata per giorno prodotti). La capacità di produzione di acqua aumenta con il crescere della pressione dell'impianto e della temperatura. La reale quantità di flusso (litri/giorno) di un impianto a osmosi inversa dipende dalla pressione e temperatura sul vostro impianto. Questo è il motivo per cui i sistemi sono così classificati per esempio : 36/45 GPD significa che produce 36 galloni/giorno (1 gallone = 3,785 litri) a 50 psi (=3,45 bar) , 45 galloni/giorno a 60 psi. Invece l'industria* usa come pressione di prova standard il valore di 60 psi (=4,14 bar) a una temperatura di 77 gradi °F (25 °C) . Invece di ingannare il consumatore dicendo che potranno avere fino a 45 galloni/giorno, vi vogliamo far capite che se la vostra pressione è bassa non produrrete mai 45 galloni/giorno , e se molto bassa nemmeno 36 galloni/giorno! Tieni conto che l'impianto tradizionale funziona bene sino a  una pressione di 40 psi (=2,75 bar). Se il valore è inferiore potreste aver bisogno dell'accessorio "pompa di stabilità" per aumentare la produzione giornaliera di acqua (con logico maggior consumo dei filtri).
* C'è da sottolineare che non tutti i distributori seguono necessariamente gli standard industriali. Vi sono stati venditori che garantivano 100 galloni/giorno ma a una pressione di 100 psi (=6,9 bar), un valore irrealistico di pressione per le nostre reti! perciò valuta bene anche questi dati tecnici prima di fare un acquisto.

 

Butta la Bottiglia

Butta via la bottiglia. Pensa prima di bere. Come preservare l'ambiente e migliorare la salute

Come preservare l'ambiente e migliorare la salute con ogni sorso d'acqua

Ciò che viene offerto come un allettante stile di vita ai consumatori attenti alla salute sta in realtà uccidendo l'ambiente, spesso senza fornire i vantaggi per la salute promessi. Le nostre discariche si stanno rapidamente riempiendo di milioni di bottiglie di plastica che non si disintegrano mai perché non sono biodegradabili. Si stima che solo una su sei bottiglie di plastica venga riciclata. Milioni di barili di petrolio vengono utilizzati nella produzione di bottiglie di plastica e il trasporto di acqua minerale in tutto il mondo produce ancora più emissioni di anidride carbonica.
Un'altra preoccupazione consiste nel fatto che l'acqua in bottiglia può essere molto meno sana di quanto si pensi. Gli scienziati hanno allertato i consumatori sui pericoli legati alla consuetudine di bere acqua dalle bottiglie di plastica, che possono nascondere batteri e infine rompersi per rilasciare le sostanze chimiche della plastica. Gli esperti sono preoccupati di due sostanze chimiche in particolare trovate nell'acqua delle bottiglie di plastica e dei possibili effetti sulla salute del loro consumo.


Una sostanza chimica potenzialmente letale chiamata bisfenolo A (BPA), che è stata vietata nei biberon, si trova nelle bottiglie d'acqua di plastica. Gli studi condotti dalla Harvard School of Public Health e dalla Goethe University di Francoforte hanno rivelato entrambi la presenza di livelli preoccupanti di BPA disciolti nell'acqua delle bottiglie di plastica. L'Harvard School of Public Health ha riscontrato che i livelli di BPA dei partecipanti allo studio sono aumentati di due terzi dopo aver bevuto da una bottiglia di plastica per una settimana. Il BPA somiglia all'estrogeno, ormone femminile, che può portare a gravi problemi di salute, inclusa la riduzione delle fertilità nelle donne già affette da problemi di fertilità.
Un'altra tossina chiamata antimonio, che causa malessere e depressione, viene utilizzata nella produzione di bottiglie in polietilene tereftalato (PET) ed è assorbita nell'acqua delle bottiglie di plastica. Inoltre, più a lungo l'acqua rimane nella bottiglie, più elevati sono i livelli di antimonio. In una bottiglia d'acqua media, i livelli della sostanza chimica possono quasi raddoppiare dopo tre mesi, il che è particolarmente allarmante considerando che la conservabilità dell'acqua in bottiglia è di massimo due anni.
È naturale che l'acqua scorra liberamente e sia fresca, non conservata in bottiglie di plastica potenzialmente pericolose. Depurando la normale acqua del rubinetto con un filtro riutilizzabile progettato per rimuovere i contaminanti nocivi, oltre a ottenere i migliori vantaggi per la salute, si riduce anche significativamente il proprio contributo a discariche di bottiglie di plastica non biodegradabili. In questo modo si può anche interrompere il circolo vizioso dei rifiuti in superficie che causano contaminazioni delle falde acquifere, con la conseguente necessità di impiegare un numero ancora maggiore di sostanze chimiche per rendere sicura la nostra acqua potabile.
I depuratori tradizionali utilizzando il metodo con filtro a carbone attivo, che migliora il sapore e l'odore ma non rimuove particelle di ruggine o batteri. Il sistema Cleansui™, grazie alla membrana a fibre cave, rimuove le microparticelle e i batteri, mantenendo i nutrienti e i minerali salutari nell'acqua; il risultato è un'acqua pulita e dal sapore gradevole in ogni momento.
Perché quindi affaticarsi a portare innumerevoli bottiglie di acqua minerale a casa dal supermercato quando l'acqua filtrata Cleansui non solo è più sana e migliore per l'ambiente, ma ha anche un sapore presumibilmente più gradevole?



Acque minerali estrogenate: incriminate le bottiglie di plastica
Dall’Università Johann Goethe di Francoforte giunge la notizia che nelle acque minerali vendute in bottiglie di plastica sono presenti dosi di estrogeni potenzialmente dannose per l’equilibrio ormonale umano. L’entità del rischio non è ancora definita, in quanto occorrono studi più approfonditi, ma i ricercatori invitano alla prudenza. L’Associazione Britannica per le Bevande Leggere solleva invece una voce contraria: “allarme per il momento ingiustificato”.


Secondo studiosi di Francoforte l'acqua in bottiglia contiene dosi di estrogeni potenzialmente dannose per l'equilibro ormonale umano.
Purtroppo le vicende di contaminazione di cibi da parte delle sostanze chimiche presenti negli involucri non sono più una rarità. Al di là di fenomeni isolati e immediatamente arginati - si è appreso ormai dall’esperienza come alcuni composti, tipo il bisfenolo A, possono passare dalla confezione all’alimento e avere conseguenze spiacevoli sulla salute di quanti ne faranno uso.
Un nuovo esperimento, i cui risultati hanno destato l’interesse dei cronisti internazionali, è stato condotto sulle acque minerali vendute in contenitori di differente composizione. Sotto accusa sono le bottiglie di plastica: il contenuto di ormoni femminili riscontrato nelle acque raccolte in tali confezioni è di gran lunga superiore a quello trovato nelle acque (anche le “stesse”, ossia provenienti dalla medesima fonte e della stessa marca) vendute nel vetro.
Lo studio è responsabilità di un gruppo di ricercatori dell’Università Johann Wolfgang Goethe di Francoforte, guidati da Martin Wagner e Jörg Oehlmann.
“Appare possibile che la contaminazione delle acque prese in esame da parte di xeno-ormoni” - ossia ormoni provenienti dall’esterno, non secreti dal corpo stesso – “sia originata dai materiali usati per il packaging”, si legge nell’articolo pubblicato sulla rivista scientifica “Envirnomental Science and PollutionResearch”, “dato che le minerali imbottigliate nel PET e nel tetrapack sono risultate più estrogeniche di quelle confezionate nel vetro. Ciò induce a concludere che additivi presenti nei contenitori migrino da questi ultimi agli alimenti”.
Wagner e Oehlmann hanno rivolto l’attenzione alle acque minerali in quanto l’acqua è un composto “semplice” e non contiene ormoni endogeni (cioè non vi è un contenuto ormonale insito); inoltre, spiegano i ricercatori, “il consumo di acqua minerale è in crescita in tutto il mondo”.



I campioni utilizzati per la ricerca sono stati 20: 9 di essi in bottiglia di plastica, 9 in vetro e 2 in tetrapack (cartone internamente rivestito da una sottile pellicola plastica).
I campioni utilizzati sono stati 20 (scelti tra marche differenti e fasce di prezzo variegate): nove di essi in bottiglia di plastica, nove in vetro e due in tetrapack (cartone internamente rivestito da una sottile pellicola plastica).
Gli esperimenti sono stati condotti sia in vitro sia in vivo. Prima di tutto è stato misurato il quantitativo di estrogeni presenti in ogni acqua, facendo uso di un recettore di ormoni umani (analisi in vitro). La veridicità del responso è basata sul fatto che per ogni campione l’esperimento è stato condotto su tre bottiglie diverse e su ciascuna per tre volte. In seguito sono state fatte analisi in vivo su lumache terrestri femmine, monitorando la loro attività riproduttiva in condizioni di esposizione all’acqua estrogenata.
Cosa è emerso dagli studi?
L’analisi in vitro ha permesso di rivelare un’attività estrogena significativamente elevata in 12 dei 20 esemplari presi in considerazione. Più precisamente, sono stati rilevati ormoni in ben il 78% delle acque in bottiglia di plastica (ossia sette campioni su nove) e nel 100% di quelle in tetrapack (due marche su due), contro il 33% di quelle in vetro (tre campioni su nove).
Per valutare direttamente l’influenza del materiale di imballaggio, i ricercatori hanno analizzato acque minerali provenienti dalla medesima fonte, ma imballate con materiale differente: le minerali vendute in bottiglie di vetro sono risultate meno estrogenate delle corrispettive in PET. Più nel dettaglio, si è indagata anche la differenza tra contenitori in plastica riutilizzabili (vuoti a rendere) e monouso: l’acqua in confezioni usa e getta sono mediamente più cariche di estrogeni di quelle in bottiglia riutilizzabile (considerata non al primo uso), evidentemente perché queste ultime dissolvono il contenuto di ormoni nei vari passaggi, in più tra uno e l’altro sono risciacquate.
D’altro canto, l’analisi in vivo ha dimostrato che il contenuto ormonale delle acque prese in considerazione ha un effetto reale sull’equilibrio endocrino delle lumache, in quanto dopo 56 giorni di esposizione a 25 ng/l (nanogrammi per litro) di etinile-estradiolo la loro attività riproduttiva (valutata in numeri di embrione per femmina) è più che raddoppiata. In concreto, si è manifestato un significativo aumento della riproduzione nei campioni imbottigliati in plastica, piuttosto superiore rispetto a quello riscontrato nelle acque in vetro.



Secondo gli studiosi i risultati della ricerca forniscono una prima evidenza di una marcata contaminazione dell’acqua minerale da parte di estrogeni
“I nostri risultati forniscono una prima evidenza di una marcata contaminazione dell’acqua minerale da parte di estrogeni, con valori tipicamente nell’intervallo di 2-40 ng/l e picchi di 75 ng/l”, concludono i ricercatori di Francoforte. “Il consumo di acqua minerale imbottigliata e commercializzata potrebbe dunque contribuire all’esposizione complessiva degli esseri umani a sostanze in grado di alterare l’equilibrio endocrino del corpo.”
Tali sostanze fonti di ormoni costituiscono un’intera categoria, denominata EDC, ossia composti in grado di alterare l’equilibrio endocrino. Sono da anni poste sotto osservazione in quanto in potenza sono causa di danni all’organismo. Il legame di causalità tra l’ingestione di tali composti e gli effetti collaterali sulla salute umana, però, è ancora oggetto di controversie: non è una faccenda immediata, in quanto le malattie connesse agli ormoni possono essere correlate a varie cause, peraltro distribuite su un arco di tempo lungo. Non di meno, va detto che un numero non trascurabile di esperimenti suggeriscono che tale legame sia in effetti concreto.
A pochi giorni di distanza dalla pubblicazione dell’articolo da parte di Wagner e Oehlmann, è arrivata una risposta da parte di un portavoce dell’Associazione Britannica per le Bevande Leggere (BSDA), la quale sostiene che non sia possibile concludere dallo studio in questione che ci sia un’effettiva connessione tra l’attività estrogena riscontrata nelle acque e il confezionamento.
“I composti rintracciati nell’acqua non sono stati precisamente identificati, pertanto non possono esser fatti risalire ai materiali d’involucro. Inoltre composti analoghi sono stati ritrovati in test eseguiti su altri tipi di cibi e bevande senza che fosse rilevata una dipendenza tra attività ormonale e packaging.” Infine, afferma ancora la BSDA, “i livelli di queste sostanze riscontrati nelle acque sono infimi se comparati con i quantitativi naturali di ormoni presenti negli organismi e, comunque, sono ampiamente al di sotto dei livelli di sicurezza approvati dall’Unione Europea.”

Gli scienziati non sono ancora giunti ad una conclusione univoca. Nel frattempo noi consumatori siamo liberi di fare le nostre scelte
In effetti l’uso del PET (polietilene tereftalato) per la realizzazione di imballaggi alimentari è consentito e disciplinato da una direttiva (la 2002/72/CE) della Commissione Europea e da una successiva modifica ratificata due anni dopo (2004/19/CE). Ne segue che le case produttrici di confezioni e le aziende alimentari, se si adeguano a tali normative, non sono da considerarsi direttamente responsabili degli eventuali danni all’organismo. Semmai dovrebbero essere modificate le direttive, ma per far ciò occorrono prove effettive dell’incompatibilità di determinati materiali con i processi biologici umani.
Gli scienziati non sono ancora giunti ad una conclusione univoca (o grossomodo tale), pertanto occorre attendere i risultati di futuri ulteriori indagini. Nel frattempo noi consumatori siamo liberi di fare le nostre scelte. Quella primaria sarebbe la rinuncia all’acquisto di acque commercializzate tout-court, per svariate ragioni di natura ecologica ed economico-sociale. Gli imballaggi, soprattutto se usa e getta, sono oggi una delle maggiori cause di inquinamento. Le acque che ammiccano dagli scaffali dei supermercati sono imbottigliate per lo più da multinazionali che hanno un curriculum degno di far rabbrividire ogni consumatore critico che si rispetti. Del resto il mercato dell’oro blu è oggi considerato molto redditizio in termini economici, nonché estremamente vantaggioso in quanto a potere esercitato.
Bere l’acqua che fuoriesce dal rubinetto di casa, prediligere il vetro alla plastica, acquisire l’abitudine di riportare i vuoti dove consentito: ci sono varie opzioni e conseguenti diversi livelli di acquisizione di responsabilità.


BISFENOLO E FTALATI: COSE DA SAPERE SULLA PLASTICA…



Il BPA (Bisfenolo A, dove la A sta per acetone, che è una delle molecole da cui si sintetizza) è un plastificante ed un antiossidante, mattone fondamentale di molte plastiche e resine "a largo spettro", cioè non destinate ad un uso specifico. Esso è usato per la produzione di policarbonato (sigla PC), una plastica dura difficilmente deformabile, o come componente delle resine epossidiche. Per intenderci, è il materiale usato per le valigie di ultima generazione (sponsorizzate anche in TV) ma è impiegato anche per la produzione di bottiglie e di lenti per occhiali.
La sua dannosità per la salute è nota dagli anni trenta, ma solo recentemente è stato introdotto nella lista EPA degli "interferenti endocrini" (EDCs), salendo alla ribalta delle cronache; è stato così eliminato dalla produzione di giocattoli o contenitori per cibo destinati ai più piccoli.

Le plastiche usate per gli imballaggi sono classificate in 7 categorie dalla SPI (Society of the PlasticsIndustry), e quelle classificate 3 e 7 possono contenere BPA; quindi potete evitarlo semplicemente scegliendo contenitori che dentro il triangolo di frecce hanno i numeri 1, 2, 4, 5 e 6! :)

È difficile stilare una classifica che ordini i materiali plastici dal più accettabile al meno accettabile. L’ideatore del Biodizionario, Fabrizio Zago, li ordinerebbe cosi:

Polipropilene PP - 5

Polietilene ad alta densità HDPE - 2

Polietilentereftalato PET - 1

Polietilene a bassa densità LDPE - 4

Polistirolo PS - 6

Cloruro di polivinile PVC - 3

Il PET, di cui sono fatte le bottiglie dell'acqua minerale, è un imballo di classe 1, dunque non si rischia la presenza di BPA; però è un materiale sintetizzato a partire dall'acido tereftalico, che come tutti gli ftalati viene introdotto nelle formulazioni delle plastiche per renderle più facilmente lavorabili (ad esempio viene aggiunto al PVC per similpelle al fine di renderlo morbido come la pelle vera). Gli ftalati sono molecole piccole e mobili che riescono a muoversi nella plastica raggiungendo la superficie, dalla quale si staccano; e così finiamo per mangiarle, berle o respirarle. Sono gli ftalati a conferire alle automobili quel tipico odore di nuovo che si sprigiona soprattutto se il cruscotto è rimasto esposto al sole per un po’.
Le bottiglie contenenti acqua o bibite sono o di PE o di PET; date le premesse, non è detto che si tratti di materiale ottimale per gli alimenti. Infatti si sospetta che esso rilasci ftalati nell'acqua, sopratutto se conservata al sole o al caldo. È quindi logico pensare che una parte degli ftalati del PET, magari quella frazione non immobilizzata nella polimerizzazione, riesca a passare nell'acqua; possibilità limitata dalla corretta conservazione delle bottiglie (in luogo fresco e asciutto, come sempre si consiglia). Ma chi ci garantisce che tali accortezze siano rispettate PRIMA che noi le compriamo? Qualcosa quindi passa nell'acqua, ma non è BPA, sono gli ftalati.
Secondo Zago, il PET delle bottiglie d’acqua non rilascia quantità significative di ftalati.

Ma siamo sicuri che la plastica sia più pericolosa di altri materiali? Vediamo il seguente confronto tra plastica e vetro, anche quest’ultimo largamente impiegato in ambito alimentare:

Dati medi PET vs. VETRO

alluminio mg/l: circa 1 vs. 12-13

cerio microg/l: ca 0,001 vs. 0,038

cobalto microg/l: ca 0,018 vs. 0,034

cromo microg/l: ca 0,8 vs. 2

rame microg/l: ca 0,03 vs. 1,8

ferro microg/l: ca 1,8 vs. 5,5

lantanio microg/l: ca 0,002 vs. 0,009

neodimio microg/l: ca 0,002 vs. 0,012

piombo microg/l: ca 0,02 vs. 0,37

praseodimio microg/l: ca 0,00035 vs. 0,0019

antimonio microg/l: ca 0,375 vs. 0,12 (è usato come catalizzatore per fabbricare PET)

samario microg/l: ca 0,0008 vs. 0,0029

stagno microg/l: ca 0,03 vs. 0,06

zirconio microg/l: ca 0,004 vs. 0,085

Ne possiamo dedurre che ogni contenitore rilascia qualcosa nell'acqua, chi più chi meno; anche se le concentrazioni di metalli rilasciati dal vetro sono al di sotto dei valori ritenuti pericolosi per la salute, bisognerebbe poi stabilire se gli ftalati rilasciati sono in quantità rilevanti prima di saltare a conclusioni affrettate sul PET.

Parlando di ftalati non si può non ricordare che le fragranze sintetiche ne sono spesso e volentieri accompagnate, in quanto agiscono da veicolanti e fissativi. A questo link potete trovare il PDF di un’indagine, pubblicata da Greenpeace, che riguarda le sostanze contenute in 36 profumi in commercio. Qui invece c’è un articolo sulla connessione tra gli ftalati contenuti nei prodotti cosmetici e nelle materie plastiche e il diabete; ma non è una novità che le sostanze chimiche con le quali veniamo quotidianamente a contatto possano contribuire sensibilmente allo sviluppo di svariate malattie. Mi ha colpito un articolo di Terra Nuova sulla presenza di ormoni in alcune acque minerali in bottiglia (di plastica).
 

 

DOMANE e RISPOSTE

DOMANDE E RISPOSTE

DI SEGUITO VENGONO RIPORTATE UNA SERIE DI DOMANDE CHE SPESSO CI VENGONO FATTE IN MERITO AI DEPURATORI DI ACQUA ED AL LORO UTILIZZO.

(Basterà cliccare sulla domanda e verrete collegati direttamente alla risposta)

 

Che cos'è un depuratore d'acqua domestico?

Quando si sente parlare di acqua pura, cosa s'intende?

Perchè può essere utile il trattamento dell'acqua?

Perchè alcuni affermano che L'Osmosi Inversa elimina troppo i sali minerali dall'acqua?

Perchè molto spesso si confonde l'acqua affinata con quella distillata? Dove sta la differenza?

Ma i minerali nell'acqua non servono al nostro corpo?

E' vero che l'acqua trattata ad Osmosi Inversa è acida?

Cos'è l'Osmosi Inversa? Come funziona? E' naturale?

A proposito di Ionizzatori perchè sono di moda recentemente? Se ne parla molto su internet

La mia acqua è molto dura, calcarea, come funziona un addolcitore? Si può bere l'acqua addolcita?

Cos'è questa guerra dell'acqua tra l'acqua di rubinetto e le acque in bottiglia?

Ma l'acqua in bottiglia non è più buona e più sicura?

Ho sentito dire (ho letto ecc..) che i depuratori ecc sono solo una truffa e non servono a niente, è vero?

Perchè devo effettuare la manutenzione ordinaria e cambiare i filtri? Perchè devo avere questa spesa periodica?

Perchè non posso fare tutto da solo?

Ho letto che un medico ha detto che non serve a niente un depuratore casalingo e serve solo a spendere soldi inutilmente. Quindi di chi mi devo fidare?

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RISPOSTE

  • Che cos'è un depuratore d'acqua domestico?

Depuratori d’acqua ad uso domestico ha un significato prevalentemente commerciale e di uso comune per l’identificazione del prodotto; non ha specifico significato tecnico. Considerando che l’acqua di rete è già stata depurata all’origine dalla società di gestione dell’acquedotto; è tecnicamente più corretto parlare di sistemi di trattamento (o affinaggio) dell’acqua potabile; terminologia concordante con il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità. Oltre alla terminologia trattamento dell’acqua potabile si può parlare anche di sistemi di affinaggio dell’acqua potabile, o trattamento acqua al punto d’uso. Detti sistemi sono stati ampiamente valutati e definiti dagli organi competenti citati, i quali, assieme al Ministero dello Sviluppo Economico; hanno rivisto il D.M. 443/90 per varare un nuovo decreto legge il n.25/12. E’ tuttavia divenuto di linguaggio comune usare il termine depuratore d’acqua domestico o industriale per riferirsi a questi sistemi. Le persone infatti dicono di volere un depuratore anche se tecnicamente queste macchine possono essere applicate in Italia solo ad acqua già potabile.

 

 

  • Quando si sente parlare di acqua pura, cosa s'intende?

E’ l’acqua che sgorga direttamente dalla fonte e, previa analisi, è definita potabile. L’acqua che si origina direttamente dai ghiacciai, per assurdo, non è ciò che serve al nostro organismo: è pura ma non disseta, perchè deriva dall’acqua meteorica, dalle piogge e dalla condensazione del vapor d’acqua: è quindi quasi distillata, senza soluti (sali). Invece un’acqua di sorgente, ovvero un’equilibrata soluzione di sali minerali, è naturalmente bilanciata, disseta e risulta particolarmente gradevole al gusto. La dicitura microbiologicamente pura non vuol dire che l’acqua sia totalmente priva di batteri, ma che ne contiene un numero minimo, appartenenti a specie innocue per la salute IL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO E’FATTO DI BATTERI “BUONI” CHE CI PROTEGGONO DALLE INFEZIONI,MALATTOE ECC…. Non devono però assolutamente contenere: coliformi, streptococchi fecali, stafilococchi aurei, clostridi e pseudomonasaeruginosa.

 

 

  • Perchè può essere utile il trattamento dell'acqua?

Il trattamento concorre alla sicurezza totale dell’acqua aiutando a eliminare la presenza di fattori inquinanti e quindi agenti di rischio, grazie alla Microfiltrazione all’osmosi inversa. La microfiltrazione non interviene generalmente sulla composizione salina ma assicura l’assenza totale di microrganismi; mentre l’osmosi inversa permette anche di tarare la composizione finale dell’acqua e di eliminare sostanze come i metalli pesanti che non possono essere eliminate da altri sistemi.L’Osmosi Inversa trattiene fino al 99% delle sostanze inquinanti o presenti nell’acqua, incluso virus e particelle che non sono eliminabili con altri sistemi.

 

 

  • Perchè alcuni affermano che L'Osmosi Inversa elimina troppo i sali minerali dall'acqua?

Spesso il processo d’osmosi inversa viene confuso con sistemi del tutto estranei come quello di distillazione. L’osmosi inversa non produce, MAI, acqua distillata. Un buon impianto ad Osmosi può essere regolato e far uscire un acqua oligominerale con un Residuo Fisso ad esempio di 30-50 mg/l che è lo stesso delle Acque imbottigliate più dolci e leggere in commercio.Inoltre è appurato che la maggior parte dei minerali necessari al corpo vengono assunta tramite i cibi e non tramite l’acqua. Rinunciando a pochi mg di calcio si può ottenere un’acqua molto più sicura dato che non conterrà sostanze nocive come trielina, cloro, metalli pesanti, cromoesavalente, arsenico, medicinali ecc.. che sono stati trovati nelle acque stando a vari rapporti dell’UE, università italiane e ASL in tutto il territorio nazionale.

 

 

  • Perchè molto spesso si confonde l'acqua affinata con quella distillata? Dove sta la differenza?

L’acqua distillata viene ottenuta seguendo i processi di evaporazione, condensazione e raccolta dell’acqua stessa. L’acqua distillata equivale a un’acqua DEIONIZZATA. La deionizzazione ottenuta con resine a scambio ionico origina ad esempio l’acqua che si acquista per il ferro da stiro, ma non è adatta assolutamente come acqua da bere. Se si tolgono tutti gli ioni salini l’acqua diventa acidula, si percepisce anche a livello sensoriale. L’osmosi inversa, invece è un processo che si può utilizzare anche su vasta scala, come per esempio per trattare acqua di mare da cui possiamo ottenere acqua dolce potabile, da bere.

 

 

  • Ma i minerali nell'acqua non servono al nostro corpo?

Noi assumiamo i minerali principalmente dai cibi. In caso di necessità vengono prescritti integratori. Molti minerali che sono disciolti nell’acqua non sono facilmente assimilabili dal corpo essendo inorganici, altri sono solo metalli in eccesso o velenosi come l’Arsenico, il Cadmio e L’Amianto. Il corpo ha bisogno di minerali organici come quelli che si trovano nelle piante o nella carne, nei latticini ecc. In pratica i minerali che sono già stati elaborati dalle piante sono i migliori, i più biodisponibili. E’ facilmente calcolabile che per assumere la quantità giornaliera necessaria di minerali importanti come il calcio, magnesio ecc dall’acqua si dovrebbero bene centinaia di litri d’acqua, il che è ovviamente impossibile.

 

 

  • Perchè su vari siti internet si trovano impianti ad Osmosi Inversa a poche centinaia di euro?

Questi usualmente sono impianti senza alcuna certificazione, senza manutenzione e istallazione fai da te. Su internet si trovano tante cose a pochissimi soldi…. Con questi depuratori non avrete nessuno con cui lamentarvi in caso di problemi, se il cloro distrugge la membrana osmotica perchè non ci sono buoni pre-filtri o se scoprite che i vari pezzi di cui è composta non sono approvati per uso alimentare, che non si sa da dove provengano, e se chi li ha assemblati rispetta le norme igieniche italiane. E’ anche probabile che non abbiano nessun modo di regolare la quantità di sali (il residuo fisso) e producano un acqua troppo priva di sali. Sono impianti fatti per zone che hanno un acqua talmente pessima che qualsiasi cosa è meglio di niente, ma non certo per l’Italia. I filtri invece di durare per 34,000 litri durano per 2000 litri e alla fine costano forse di più di un depuratore vero. Con questi impianti fai da te nessuno vi fa un istallazione a norma, ne la manutenzione e sanificazione periodica, dopo un po’ rischiate di avere un arma batteriologica sotto il lavello di casa. Pensate al fatto che si tratta dell’acqua che bevete tutti i giorni e che date da bere ai vostri figli. E’ meglio investire nella salute ed avere dell’acqua stabilmente pura e controllata. Impianti che non prevedono una regolare manutenzione e installazione inoltre sono fuorilegge in Italia.

 

 

  • E' vero che l'acqua trattata ad Osmosi Inversa è acida?

Questa è un’affermazione totalmente falsa e priva di ogni logica. Alcuni hanno affermato, probabilmente nel tentativo di deviare potenziali clienti verso altri prodotti, che l’acqua osmotizzata è acida e quindi ossidante. Per acido, in chimica, si intendono le soluzioni con PH almeno inferiore a 6. Ora, poichè la stragrande maggioranza degli acquedotti italiani eroga acqua a pH compreso fra 7.5 e 9 o più, e dato che l’osmosi diminuisce il pH di circa 0.5 punti, un’acqua osmotizzata avrà un pH compreso fra 7 e 8.5 il che non è per niente acido! E’ il caso inoltre di ricordare che il D.L. 31/01 fissa i limiti di legge del pH compresi fra 6.5 e 9.5 -

 

 

 

  • Cos'è l'Osmosi Inversa? Come funziona? E' naturale?

L’Osmosi Inversa è l’inverso dell’Osmosi, un processo che avviene continuamente nel nostro corpo, nelle piante ecc. Si tratta del fenomeno per cui avendo un liquido con una concentrazione maggiore di sostanze disciolte e uno con una concentrazione minore, separati da una membrana semi-permeabile – il liquido con la concentrazione maggiore tende ad andare attraverso la membrana verso il liquido con concentrazione minore, generando una pressione. La stessa che fa salire la linfa dalle radici alle foglie delle piante ecc. E’ come avere cento persone stipate in una piccola stanza e 2 persone in un’altra, separate da una porticina, dopo un po’ si vedranno le persone dalla stanza più piena di gente che si muovono verso la stanza più vuota fino a riempirla. Con L’O.I., tramite una pressione generata da una pompa spingiamo l’acqua di rubinetto (la sostanza con concentrazione maggiore di Sali e sostanze) attraverso la membrana osmotica il che lascerà passare solo il liquido e tratterrà tutte le sostanze che sono più grandi dei fori della membrana. Essendo i fori più piccoli perfino delle molecole di minerali, batteri, virus ecc. solo l’acqua passerà e il procedimento ridurrà le sostanze disciolte fino anche al 99,9%. Questo meccanismo può essere regolato per avere la giusta concentrazione di minerali desiderata. Si tratta di un processo naturale (è una cosa fisica), che non altera la struttura dell’acqua o delle sostanze disciolte, non aggiunge niente all’acqua e non usa sostanze chimiche di nessun tipo. Tutte le scorie se ne vanno dallo scarico e l’acqua pura, oligominerale esce dal rubinetto apposito. Per saperne di più leggete il rapporto dell’ ENEA (Ente Nazionale Nuove Tecnologie, Energia e Ambiente) nella sezione riferimenti o risorse in questo sito e la descrizione di Osmosi Inversa su Enciclopedie anche online, o sul libro Quale Acqua per la Nostra Salute Ed. Tecniche Nuove. L’Osmosi è un procedimento naturale e sicuro. Non produce “acqua acida”, ossidante, distillata, ecc. ma solo acqua pura e oligominerale senza alterare la struttura dell’acqua.

 

 

  • A proposito di Ionizzatori perchè sono di moda recentemente? Se ne parla molto su internet

Si vedono molto su internet solo perchè le persone che acquistano queste macchine diventano anche rivenditori delle stesse secondo un sistema di marketing tipo multi-livello. Per ogni macchina venduta abbiamo un potenziale nuovo venditore che a sua volta le promuove. In realtà non sono così diffuse. Gli ionizzatori non sono macchine designate ad affinare (depurare) l’acqua o togliere le sostanze nocive, ma solo a variare il PH. Spesso vengono promosse da questi venditori indipendenti come apparecchiature mediche riconosciute in … (paesi orientali) – ma non hanno alcuna certificazione Europea o Italiana e non fanno parte delle apparecchiature designate al trattamente delle Acque Potabili come da D.M. del Min Salute. A volte affermano che giovano alla salute, aumentano l’energia, cambiano la vostra vita addirittura risolvono tutti i problemi. Nella promozione e siti internet ci sono spesso persone che affermano di essere guarite da malattie, anche gravi. Non sappiamo se sia vero, nè se esistono prove scientifiche di questo. E quindi ci asteniamo dal commentare ma se avete problemi di malattie, salute ecc e decidete di affidarvi all’acqua è opportuno evitare il fai da te ed agire sotto la supervisione del medico di fiducia e non affidarsi solo alla propaganda dei venditori di questi apparecchi. Ciò è valido anche per tutte le altre apparecchiature di trattamento dell’acqua, incluso i nostri. I depuratori ad Osmosi Inversa o Microfiltrazione non hanno lo scopo di guarire nessuna malattia nè si fanno promesse di alcun tipo sulla vostra energia, sulla vostra vita o salute.
I nostri impianti di trattamento acqua ad Osmosi vi danno “solo” un acqua buona, pura, oligominarale e gradevole senza spendere fortune e senza inquinare con le bottiglie di plastica. Bere acqua buona fa bene alla salute e non assumere potenziali sostanze nocive dall’acqua è fondamentale, ma nessuno promette guarigioni miracolose e simili stupidate.
E non fate anche una dieta adeguata, se vivete di fronte a una fabbrica di amianto, fumate e bevete in eccesso, usate droghe o psicofarmaci e così via, il fatto di bere un acqua pura o di qualsiasi altro tipo non sarà sufficiente a tenervi distante dalle sostanze nocive che possono danneggiarvi!

 

 

  • La mia acqua è molto dura, calcarea, come funziona un addolcitore? Si può bere l'acqua addolcita?

Un addolcitore elimina il famigerato calcare dall’acqua. Questo farà benissimo ai vostri elettrodomestici, tubature e rubinetti ma non altrettanto al vostro corpo, specialmente se per qualche ragione dovete fare una dieta povera di sodio (di sale). Infatti questi addolcitori usando un procedimento chimico sostituiscono il calcio del calcare con il Sodio! Quindi l’acqua addolcita da un addolcitore dovrà passare attraverso un impianto ad Osmosi Inversa per togliere le alte quantità di Sodio che adesso l’acqua contiene (oltre a tutto il resto dei veleni o sostanze che si vogliono eliminare dall’acqua).In alcuni condomini l’addolcitore è all’inizio dell’impianto idraulico e addolcisce l’acqua per preservare tubature, caldaia ecc. Se avete una casa indipendente potete mettere un addolcitore a monte che addolcisca l’acqua di tutta la casa, così farete la doccia senza calcare, e salvaguarderete i vostri elettrodomestici. Ma in cucina va installato un affinatore ad Osmosi Inversa per l’acqua potabile che userete per bere, cucinare e lavare le verdure ecc.

 

 

  • Cos'è questa guerra dell'acqua tra l'acqua di rubinetto e le acque in bottiglia?

I produttori di acque in bottiglia dicono che l’acqua minerale è nettamente superiore a quella del rubinetto e che le acque di rubinetto sono cattive, inquinate o di qualità inferiore. I Sostenitori dell’Acqua del Sindaco o San Rubinetto insistono sul fatto che le acque minerali in bottiglia inquinano l’ambiente perchè vengono trasportate da una parte all’altra con camion ecc e a causa dei miliardi di bottiglie di plastica. Inoltre ci informano che l’acqua potabile è molto più controllata di quella imbottigliata. Fioccano accuse da ambo le parti ma nessuna è veramente dimostrabile. Ad esempio chi ci garantisce che i lavori per fare acquedotti e trasportare l’acqua in tubature per chilometri fino alle case inquini l’ambiente meno dei Tir che trasportano l’acqua in bottiglia? E sulle analisi, i sostenitori delle acque di rubinetto insistono che queste acque sono più controllate delle acque minerali. Ma sarà poi vero? I produttori di minerali affermano che in ogni caso le loro acque sono pure all’origine, dove vengono imbottigliate e quindi non hanno bisogno di tanti controlli come degli acquedotti che sono acque di falda e acque reflue (inquinate) rese potabili con procedimenti vari dagli acquedotti comunali (vedi sezione potabilizzazione nella sez. risorse di questo sito). Gli acquedotti depurando le acque di fiume, di falda e reflue (fogne) non sempre hanno a disposizione i fondi o le tecnologie per eliminare certe sostanza che finiscono nelle acque e di cui non si sentiva nemmeno parlare fino a qualche decennio fa. Ma con l’avvento di tante droghe e medicine, di batterie al litio, cadmio, mercurio, piombo e tutti i metalli pesanti e le terre rare usate nei computer, televisori, plastiche varie, derivati del petrolio ecc… fanno sì che ogni anno il numero di sostanze che potenzialmente possono finire nell’acqua aumenta sempre più. E quando lo veniamo a sapere è già da tempo che le sostanze sono nell’acqua. Come è successo nel caso dell’arsenico dove la Comunità Europea ha bocciato più di 100 comuni italiani non tanto per l’arsenico nell’acqua ma perchè avevano alzato la soglia minima di legge e dopo tre anni hanno chiesto di prorogarla! Gli abitanti di quei comuni hanno saputo solo a quel punto che stavano bevendo acqua con arsenico, ma era sicuramente da anni che la loro acqua conteneva arsenico in quantità 4 volte superiore al limite. E ci sono molte altre sostante che sono in deroga ai minimi stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Es: tutte le sostanze che sono sottoprodotti del Cloro usato per eliminare i batteri dagli acquedotti. Come la Trielina e il Cloroformio.
E’ evidente che nessuna delle due parti (minerali o acquedotti) ha ragione – una cosa che si può obiettare all’uso di acqua minerale è che se sono superiori alle acque di rubinetto e più sicure (come molti ritengono) allora bisognerebbe usarle anche per far da mangiare, lavare la verdura e la frutta, per il caffè il te e le tisane! Il che sarebbe veramente costoso! In questo caso la soluzione è installare un bel depuratore domestico ad Osmosi Inversa che rende totalmente pura la vostra acqua di rubinetto così potrete avere acqua buona, oligominerale e pura anche per fare la pasta e il risotto.
Avete un’idea di quanta acqua di rubinetto assumete tramite la pasta, il riso, il caffè ecc…? Installare un affinatore domestico è fondamentale anche per i sostenitori di acqua del rubinetto, dato che produce acqua pura oligominerale e perfino gasata ad un prezzo irrisorio rispetto all’acquisto delle acque in bottiglia e non inquina.

 

 

  • Ma l'acqua in bottiglia non è più buona e più sicura?

Ci sono vari tipi di acque in commercio e non tutte hanno le stesse caratteristiche. La prima cosa da verificare è il Residuo Fisso che ci dice quante sostanze sono disciolte in un litro d’acqua. Più è alto e più sostanze contiene, il che non è sempre ottimale soprattutto per i bambini o per chi soffre di reni, fegato e così via. Poi guardate le quantità di sodio, i nitriti ecc. più sono bassi e meglio è. Anche la conducibilità elettrica è fondamentale e più e bassa più l’acqua è leggera e non depositante. (vedi la Tabella di Vincent nella sez. Risorse di questo sito). I detrattori delle acque minerali sostengono che le acque minerali hanno dei requisiti di potabilità molto più blandi di quelle degli acquedotti. Ma non possiamo fare di tutta l’erba un fascio. Bisogna considerare che quasi tutti i comuni italiani sono in deroga ai requisiti minimi di legge per la potabilità dell’ acqua. – Ci sono molte zone altamente inquinate dove sostanze nocive penetrano nella falda acquifera o dove è indubbio che l’acqua abbia un gusto pessimo, mentre in altre zone l’acqua di rubinetto è definitivamente buonissima non solo al palato ma anche dalle analisi chimico fisiche. Quindi è sempre bene verificare la propria acqua per sapere cosa effettivamente c’è dentro a quella che ESCE dal VOSTRO rubinetto. L’acquedotto la garantisce solo al livello di emissione fino al contatore centrale ma tutto quello che succede poi fino al vostro rubinetto non è sotto il controllo di nessuno! E a volte ci sono centinaia di metri di vecchie tubature al piombo, all’amianto e altre molto arrugginite ecc il che vi da l’acqua gialla, rossa o con la sabbiolina che esce dal rubinetto. Con un affinatore domestico si può stare tranquilli.
Riguardo alle acque in bottiglia ogni anno si producono miliardi di bottiglie di plastica di cui solo una minima parte viene riciclata o smaltita. Per molte persone soprattutto anziane portarsi a casa decine di bottiglie d’acqua, ed anche in questo caso il problema si risolve installando un apparecchio che rende un acqua pura e oligominerale a casa propria ad un costo bassissimo e che volendo può anche dare acqua fredda e gasata a piacimento.

 

 

  • Ho sentito dire (ho letto ecc..) che i depuratori ecc sono solo una truffa e non servono a niente, è vero?

Di solito le persone che lo sostengono o sono male informate oppure hanno “altri interessi” da difendere, e il loro giudizio è “sponsorizzato”.
Purtroppo ci sono alcuni faccendieri che hanno messo in commercio depuratori, non a norma, spesso venduti con tecniche troppo aggressive spaventando il cliente con dati allarmanti. Ditte che poi sparivano senza occuparsi della manutenzione lasciando il cliente con una macchina inutile o addirittura dannosa. In questo caso si tratta sicuramente di truffe o come minimo poca professionalità, ma questo può avvenire in qualsiasi campo. Per fortuna esistono anche ditte di trattamento dell’acqua serie, come Ecogenia, che produce ottimi impianti, con materiali certificati ad uso alimentare, fornisce installazioni a regola d’arte come per legge ed esegue la manutenzione ordinaria e straordinaria a più di 20,000 famiglie da anni.
In breve si prendono cura del cliente fino in fondo. Prima di acquistare un sistema di trattamento verificate se la ditta ha questi requisiti.

 

 

  • Perchè devo effettuare la manutenzione ordinaria e cambiare i filtri? Perchè devo avere questa spesa periodica?

A parte il fatto che la manutenzione, il cambio filtri e la sanificazione periodica sono OBBLIGATORIE PER LEGGE e vanno fatta da ditte specializzate, la ragione tecnica è che
Il cuore degli impianti ad Osmosi Inversa è una sottilissima membrana semi permeabile che non fa passare tutte le particelle al di sopra di una certa misura. Questa membrana è vulnerabile al Cloro che è contenuto nell’acqua potabile e che la danneggia, inoltre potrebbe ostruirsi a causa di altre sostanze disciolte nell’acqua. Per questo motivo l’acqua prima di arrivare alla membrana osmotica passa attraverso a dei filtri che trattengono il cloro e altri minerali, batteri, terra e particelle pesanti. Questi filtri hanno una durata di un preciso numero di litri trattati e quindi vanno sostituiti regolarmente. (Questo fa anche la differenza di costo tra impianti da pochi euro e altri più costosi ma che hanno filtri di qualità e durata anche 10 volte maggiore.) Se questo non viene fatto, non solo si può danneggiare il cuore della macchina (membrana osmotica), ma è molto probabile anche si accumulino batteri nei filtri, in tal caso il depuratore può diventare dannoso.

 

 

  • Perchè non posso fare tutto da solo?

In base alla normativa di legge un apparecchio domestico per il trattamento dell’acqua DEVE essere installato da personale competente che ne certifica l’avvenuta installazioni ai sensi di legge ed a regola d’arte. (trovate la normativa completa nella sezione risorse del nostro sito o sul sito del Ministero della Salute e altri.) In realtà quello che pagate con il nostro sistema di manutenzione è semplicemente il costo del filtro. E’ la ditta che effettua la manutenzione che si occupa di sostituire il filtro, sanificare la macchina e smaltire i filtri vecchi. Inoltre effettua la sanificazione di tutto l’impianto. Buttarli nel misto della spazzatura non è un comportamento responsabile verso l’ambiente. Se una persona insiste nel fai da te dovrebbe firmare una liberatoria verso la ditta e rinunciare ad ogni programma di cambio filtri e manutenzione e smaltimento sotto propria responsabilità manlevando la ditta da qualsiasi problema o danno che possa derivare da questo. Non effettuare la manutenzione ordinaria da parte di una persona qualificata cancella anche la garanzia e l’assicurazione sui possibili danni causati dall’impianto direttamente o indirettamente.
Inoltre l’impianto stesso diventa illegale in base al DM sul trattamento acque potabile n.25/12

 

 

  • Ho letto che un medico ha detto che non serve a niente un depuratore casalingo e serve solo a spendere soldi inutilmente. Quindi di chi mi devo fidare?

L’Osmosi Inversa è usata in moltissimi paesi inclusa l’Italia per produrre acqua potabile, addirittura anche dall’acqua di mare. Le navi da crociera e da trasporto, gli Yacht e perfino imbarcazioni più piccole usano questa tecnologia da decenni. Viene usata nell’industria farmaceutica e negli ospedali. Nella sezione risorse troverà la lettera di un noto nefrologo che suggerisce l’uso di impianti casalinghi di Osmosi Inversa come si usano in tutti i reparti di nefrologia degli ospedali. Inoltre troverà un rapporto completo dell’ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, Energia e Ambiente) sui vantaggi dell’Osmosi Inversa, l’unico sistema che elimina il 99,9% di tutte le sostanze dannose. Troverà anche una lettera del Ministero della Salute e vari altri riferimenti. Quindi è sempre meglio verificare personalmente e poi pensare con la propria testa. Quindi anche se l’ha detto un medico bisogna sempre vedere se si tratta di un’opinione personale o di una realtà scientifica o se, ancora peggio si tratta di un’opinione sponsorizzata da qualche altra ditta che vuole criticare un prodotto per farvi acquistare qualcosa di diverso.Oppure semplicemente di un pregiudizio. Il medico potrebbe basarsi su “dati vecchi” quando non venivano richieste certe analisi dalla Comunità Europea o quando le acqua di falda non ricevevano le quantità di sostanze inquinanti che possono ricevere adesso. 20 anni fa la quantità di Cromo esavalente, nitrati, nitriti, trialometani, derivati della plastica, droghe e medicine ecc che venivano immessi nell’ambiente e nell’acqua non erano nelle stesse quantità di adesso quindi il vostro medico potrebbe semplicemente essere rimasto indietro nello studio di questo soggetto. In tal caso chiedetegli di legegre alcuni degli articoli nella sezione riferimenti e di andare sul sito della Comunità EU e leggere le ultime informative sulla depurazione delle acque e sulle acque potabili in Europa.E poi riformulare la sua decisione.

SISTEMA AUTOFLUSHER

IL SISTEMA AUTOFLUSHER

È una particolare funzionalità che pochi depuratori hanno, consiste in un lavaggio della membrana osmotica tramite un flusso d’acqua ad alta pressione.Durante la depurazione l’acqua passa all’interno della membrana osmotica che trattiene tutte le impurità, quando la quantità di sali e sostanze di rifiuto supera un certo livello la membrana non ha più la stessa capacità depurativa che aveva inizialmente. Poichè i comuni depuratori non offrono la possibilità di scaricare le sostanze imprigionate nella membrana, si è obbligati a sostituirla spesso (più di 2 volte all’anno) e spendere così molto denaro. Ma ora grazie al sistema AUTO-FLUSHER potrete risciacquare e praticamente “rinnovare” la membrana osmotica ogni volta che viene inserita la presa di corrente,ed ogni 10 minuti di funzionamento continuo: un flusso d’acqua ad alta pressione attraverserà completamente la membrana liberandola da tutte le sostanze di scarto.

VANTAGGI Acqua Osmotizzata

VANTAGGI OTTENUTI CON ACQUA OSMOTIZZATA

L’osmosi inversa,oltre a non avere consumo di prodotti chimici, consente un notevole
risparmio economico nel tempo, rispetto agli altri tipi di depurazione delle acque di pozzo\
acquedotto per uso industriale e potabile.Il sistema consuma solo energia elettrica e
tale consumo è assorbito dalla pompa di alimentazione ad alta pressione, poiché il processo
depurativo si esplica con la sola pressione creata dalla pompa sull’acqua, e quindi
sulle membrane.


 

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